Vermicompost

Registro dei Fertilizzanti del MIPAAF nr. 0023869/18
“Ammendante - Vermicompost da letame” 
All.2.11 D.lgs. 75/2010
joint venture con Vivai Emmanuele COOP Società Cooperativa di Giarre

Il nostro impianto di lombricompostaggio si trova a Giarre (CT). Partendo dallo stallatico soprattutto equino, grazie al processo digestivo dei lombrichi, otteniamo il vermicompost.

Le specie di lombrico rosso da noi impiegate sono Eisenia foetida ed Eisenia andrei, entrambe indistintamente chiamate "rossi californiani". Sono le più adatte per il vermicompostaggio, grazie alla loro prolificità, voracità e al metabolismo ben adatto a un range di temperature piuttosto vario, il cui optimum si colloca tra i 15 e i 25°C.

L’humus di lombrico è uno dei migliori fertilizzanti presenti in natura, frutto di un processo totalmente naturale.

Tra le sue principali caratteristiche:

  • Apporta una vasta gamma di elementi nutritivi funzionali al sano sviluppo della pianta: calcio, magnesio, potassio, azoto e fosforo;

  • Migliora le caratteristiche fisico-chimiche del terreno, aumentandone la porosità e la ritenzione idrica;

  • Grazie ad un’elevata presenza in percentuale di sostanza organica (ne contiene il 50% in più del terreno di partenza), riesce a rivitalizzare anche i terreni esausti e quindi è utile per le aree a rischio desertificazione su cui siamo specialisti;

  • Facilita in maniera sostanziale l’assimilazione dei nutrienti e ne limita il dilavamento attraverso la presenza degli acidi fulvici ed umici;

  • Contiene sostanze fitormonali, che favoriscono la formazione e lo sviluppo dell'apparato radicale della pianta, stimolano la divisione cellulare, inducono la formazione dei germogli, stimolano la fruttificazione, ritardano l'invecchiamento delle radici, aumentano la produzione di clorofille, aumentano il flusso di sostanze nutritive della pianta verso i tessuti.

Inoltre, l’humus svolge diverse funzioni:

  • Modifica, infatti, la struttura del terreno aumentandone la porosità e permettendo una migliore aerazione delle radici;

  • Aumenta la capacità di ritenzione idrica (circa l’80% sul peso tal quale) permettendo così un’elevata germinazione delle sementi e successivamente rendendo disponibile l’acqua nei periodi di siccità. Anche questa è un'importante funzione che utilizziamo per le aree a rischio desertificazione;

  • Consente un’elevata ossigenazione del substrato e delle radici delle piante che vi crescono (densità apparente media circa 0,5 kg/litro).

Possiamo incrementare l’azione del vermicompost mediante l’aggiunta di Endomicorrize che rendono il prodotto ancor più efficace per orticoltura, idrosemine, piantagioni di piante forestali, ingegneria naturalistica, coperture a verde tecnico. Le micorrize sono veicolate nel vermicompost mediante l'uso di vermiculite. 

Su richiesta possiamo trattare anche:

  • Stallatico (equino, bovino, pollina, etc.)

  • Scarti di vegetazione (cippato, potature, etc.)

  • FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano)

  • Digestato solido come sottoprodotto della produzione di biogas

Siamo iscritti al Registro Fabbricanti del Ministero delle Politiche Agricole,  Alimentari e Forestali come BIOCITY ENGINEERING S.R.L. con il numero 02206/18. ll  prodotto,  consentito  in  agricoltura  biologica,  è iscritto nel Registro dei Fertilizzanti del Ministero con il nr. 0023869/18.

Le specie di lombrico rosso da noi impiegate sono Eisenia foetida e Eisenia andrei

Tra i nostri clienti annoveriamo anche l'Hotel Excelsior Palace  di Taormina con il suo Parco Sensoriale

Le nostre pubblicazioni su Tecnosuoli&Vermicompost

  1. Pirrera G., Ferrara L.M. (2019) University of Milano-Bicocca, Milano “Technosoils as an help from Nature & Anthropocene Activities to ecological restoration”, Nature and society facing the Anthropocene challenges and perspectives for landscape ecology, 10th World Congress of the International Association for Landscape Ecology, SIEP IALE

  2. Pirrera G., Ferrara L.M. (2018) –  “New Scenarios From Ecological Restoration Work to contain the Risk of Desertification in Custonaci” X AEIP-APENA-EFIB-ECOMED conference: Soil and Water Bioengineering in the Mediterranean ecoregion. ECOMEDBIO EFIB Award-European Soil and Water Bioengineering for “Better comunication in the congress”, Madrid Spain

  3. Pirrera G. (2018) - “Recupero di Materiali di Scarto per la Prevenzione del Rischio Desertificazione a Custonaci (Trapani – Sicilia)”, Affrontare la desertificazione nel Mediterraneo col Cocoon, Roma

  4. Pirrera G., Calvo R., D’asaro F., Ferrara L.M., Lo Nardo C. (2017) “Technosoils for the prevention of desertification risk” - L'Ingegnere Italiano - n. 3/2017 - Edizione Speciale World Engineering Forum 2017 PAG.57, 59

  5. Pirrera G. (2017) “Acqua&Suolo: la rinaturazione come motore di sviluppo” - Sicily: Landscape in motion. Lo sviluppo del paesaggio nelle strategie di sostenibilità, Giarre, Catania, Italia.

  6. Pirrera G., Ferrara L.M. (2017). “Utilizzo di frazione organica stabilizzata da scarti di vegetazione e di vermicompost per i tecnosuoli” 3rd International Symposium of Soil and Water Bioengineering - Materials and Techniques in Ecological Restoration, Sant’Agata di Militello, Messina, Italia  

  7. Pirrera G., Ferrara L.M. (2017) “Recupero di scarti di vegetazione e ammendanti compostati per la prevenzione del rischio desertificazione” Convegno Ingegneria Naturalistica in Ambito Mediterraneo, Roma, Italia

  8. Pirrera G., Ferrara L.M. (2017). “Applications of woosworms and materials for prevention the desertification risk and technosoils” International Symposium on Soil and Water Bioengineering in a Changing Climate, Glasgow, Scotland, UK.

  9. Ferrara L.M. (2017). “Effetti del vermicompostaggio su residui di Posidonia oceanica” Tesi di laurea, Università degli Studi di Palermo

  10. Calvo R. Pirrera G., D’Asaro F. (2016) “Materiale orgánicos de reúso para las obras de Bioingeniería del Paisaje”IX Congreso Internationale Bioingeneria del paisajie EFIB San Sebastian Donostia

  11. Giannitrapani E., Ianni F., Pirrera G. (2015) “Indagini archeologiche e interventi di restauro del paesaggio antico nell’insediamento di età greca arcaica di Rocche a Pietraperzia” Geologia dell’Ambiente Supplemento al n° 2/15  ISSN 1591-5352 PAG. 64-77​                                                                                                                                                                                                                       

(Aggiornato ad agosto 2019)

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