Social Green Planning

La metodologia, multidisciplinare, olistica ed inclusiva, messa a punto per il lavoro di volontariato realizzato a Danisinni, pur apparendo casuale, perché nata dal gioco, è significativa per un Social Green Planning del quartiere ed esempio di progettazione partecipata della città.

Le “regole” del gioco hanno avuto come unica ispirazione quella della Teoria dei Giochi di John Nash, coinvolgendo gli abitanti nelle scelte di recupero del proprio territorio.

“L’equilibrio di Danisinni” si è raggiunto quando i diversi giocatori, gli abitanti del quartiere (gli “attori” locali), nonni e bambini compresi, e gli esperti (i “tecnici”), hanno attivamente interagito tra di loro per trovare le prime necessità di recupero del quartiere: IDENTITA’, diritto alla SCUOLA e diritto alla NORMALITA’.

Il risultato attuale è un impegno per un’orticoltura terapeutica per l’inclusione sociale, rivolta alla biodiversità, alla sicurezza alimentare ed alla riduzione dell’impronta ecologica della città, che punta al contempo ad innescare attività economiche, culturali e turistiche.

Il metodo è applicabile in altre città che abbiano aree con criticità o fragilità simili (degrado ambientale, sociale ed economico, scarsa accessibilità e connessione urbana, carenza di spazi pubblici e servizi di prossimità, strutture dismesse e abbandonate, impianto urbano eterogeneo, disorganico e incompiuto, rischio idrogeologico, etc.) e vogliano realizzare micro interventi di rigenerazione urbana a basso costo con la partecipazione diretta degli abitanti.

 

 

 

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