ING. ROBERTO CAMARDA

Roberto Camarda (1988). Laureatosi in ingegneria ambientale con il massimo dei voti, ha sempre avuto un particolari interesse per quella branca dell'ingegneria che facesse utilizzo di sistemi naturali in quanto è fortemente convinto dell'applicabilità e degli benefici derivanti dall'utilizzo di sistemi naturali, come per esempio letti di fitodepurazione, lagune, tetti verdi, in grado di trovare un punto d'incontro tra la necessità di proteggere la salute delle persone e la qualità dell'ambiente delle città moderne con il bisogno dei cittadini di poter godere a pieno degli spazi che le città gli offrono. In questi anni ha lavorato su una molteplicità di progetti nei quali veniva richiesto di elaborare soluzioni ingegneristiche che soddisfacessero a pieno questo nuovo modo di concepire l'utilizzo delle conoscenze ingegneristiche all'interno della città. Uno di questi lavori è stato presentato sono la forma di poste scientifico in occasione del Congresso Internazionale dell'Ingegneria Naturalistica - S.Agata Militello 2012, nel quale si mostravano le tecniche utilizzate per convertire un inquinato e idrogeologicamente pericoloso fiume cittadino in un sicuro parco urbano fruibile da tutti. Un altro lavoro degno di nota è la progettazione del più grande tetto verde siciliano (2000 mq), realizzato sul tetto di un parcheggio sotterraneo inglobante un piccolo centro commerciale. Tale progetto è stato realizzato con i molteplici obiettivi di mitigare il disagio prodotto dalle isole di calore che si generano in città durante l'estate, isolare termicamente i locali sottostanti ed incrementare la permeabilità dei suoli con lo scopo di ridurre il rischio di alluvioni in aree urbane. Ha lavorato in tre differenti progetti inerenti la lotta alla desertificazione nei quali attraverso pochi ma puntuali interventi, si stanno ristabilendo le condizioni ottimali alla crescita della vegetazione ed alla ritenzione dell'acqua nel suolo. Allo stesso tempo ha lavorato su progetti inerenti i sistemi di drenaggio urbano (dimensionamento fognature) ed il dimensionamento di piccole vasche di laminazione. Durante i suoi studi universitari ha preso parte a due sperimentazioni. Nella prima si sono occupato dello studio di un impianto pilota BF-MBR (BioFilm-Membrane BioReactor) che è un'evoluzione della tecnologia utilizzata a Singapore per rendere potabile le acque reflue prodotte dalla città. Nella seconda sperimentazione si è occupato dello studio di due piccoli impianti pilota SBR (Sequencing Batch reactor) utilizzati per il trattamento congiunto del percolato di discarica con refluo civile. Ha inoltre vissuto un periodo ad Istanbul durante i quali ha seguito dei corsi di ingegneria ambientale presso la Marmara University. 

 

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